Nomade TV
reportage fotografico

Viviamo in una società mediatica, è un dato di fatto: una società caratterizzata da scambi di informazioni e di messaggi che, tramite i mezzi di comunicazione, soprattutto la televisione, entrano quotidianamente nelle nostre vite.
Intorno al "SISTEMA televisione" ruotano tutta una serie di poteri politici ed economici che agiscono come filtri, creando o dissolvendo volutamente le nostre aspettative rendendoci assuefatti, anestetizzati, estasiati.
Personalmente, nonostante il delirio raggiunto dalla televisione in questi anni, credo ancora nel suo immenso potenziale, come strumento di divulgazione/creazione.
Basterebbe cambiare il nostro approccio, la nostra maniera di percepire o semplicemente di guardare: invertire il normale "funzionamento" (emissione/passività), del mezzo televisivo.
Con il mio lavoro ho cercato quindi di stravolgere continuamente il contesto o meglio, il paesaggio della televisione: l'oggetto che entra in contatto con sostanze o contesti assolutamente inusuali, crea un cortocircuito emozionale/sensoriale che induce alla riflessione critica, imponendoci di guardare la televisione con altri occhi.
Il mio è un invito a compromettervi: iniziare a guardare la TV da un altro punto di vista significa non accettare più la posizione totalmente passiva che ci è stata imposta, ma intraprendere un processo di investigazione del mezzo e del messaggio, che ci conduca verso una piena soggettività critica.


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